La Galite, l’isola degli anarchici

Un famoso anarchico francese, di cui per ora non ci è noto il nome, intorno alla fine del 1800, fa visita alla Galite, l’isola abitata da una colonia di pescatori ponzesi.
Dalle colonne del periodico francese Le père peinard, la Galite viene definita l’isola degli anarchici per la capacità dei pescatori ponzesi di ” vivere senza governo e senza sfruttamento dell’uomo sull’uomo”. Per 150 anni i ponzesi fecero nascere una comunità senza leggi né gerarchie ma che viveva in pace e armonia, e riprodussero con intelligenza e sapienza l’habitat originario ponzese. La loro principale attività fu la pesca, ma la comunità organizzò anche una agricoltura e pastorizia domestica. Per ulteriori approfondimenti rimando alla letteratura specialistica a riguardo.
La rivista anarchica A, di cui sono un assiduo lettore da mezzo secolo, nel 2009 pubblica un articolo a firma di Umberto Segnini, viaggiatore dell’isola d’Elba che racconta questa storia.
Orgoglioso di appartenere a quella gente di una Ponza primordiale, saggia, coraggiosa, avventuriera e mediterraneamente ancestrale, con un’origine dal passato di una cultura da magna-Grecia, così mi sento oggi.
Ringrazio i cari amici Antonino Feola “Bixio” che mi tiene sempre informato sulle sue ricerche riguardo alla comunità dei ponzesi alla Galite, e lo storico Umberto Migliaccio, che con i loro sempre nuovi studi arricchiscono la memoria dell’isola.

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