{"id":227,"date":"2013-03-29T13:29:27","date_gmt":"2013-03-29T12:29:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.nemesimediterranea.it\/wordpress\/?page_id=227"},"modified":"2017-07-10T11:44:47","modified_gmt":"2017-07-10T09:44:47","slug":"mediterraneo-grande-madre","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.nemesimediterranea.it\/wordpress\/scritti\/jean-claude-izzo\/mediterraneo-grande-madre\/","title":{"rendered":"Mediterraneo Grande Madre"},"content":{"rendered":"<p>Un altro libro di Izzo \u00e8&nbsp;<strong><em>\u2018Aglio, Menta e Basilico\u2019<\/em><\/strong>&nbsp;con una intensa presentazione di Massimo Carlotto. Questo libro lo porto spesso nei miei viaggi, insieme a quello di Jos\u00e8 Saramago&nbsp;<strong><em>L\u2019anno della morte di Ricardo Reis<\/em><\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong><em>Breviario Mediterraneo<\/em><\/strong>&nbsp;di Matvejevic.<\/p>\nngg_shortcode_0_placeholder\n<p>L\u2019<strong><em>Estaque<\/em><\/strong>&nbsp;(nella foto) \u00e8 un quartiere di Marsiglia \u2013 situato nel 16\u00b0 arrondissement, all\u2019estremit\u00e0 nord-ovest della citt\u00e0, tra mare e collina \u2013 che include un piccolo porto.&nbsp;La parola provenzale&nbsp;<em>estaco<\/em>&nbsp;che gli ha dato il nome significa&nbsp;<em>attracco<\/em>&nbsp;o&nbsp;<em>anello di ammaraggio<\/em>&nbsp;o anche<em>&nbsp;porto<\/em>.<\/p>\n<p>Il libro di Izzo \u00e8 tutto su Marsiglia: raccoglie alcuni inediti e altri scritti dal volume&nbsp;<em>Marseille<\/em>&nbsp;edito finora solo in Francia con immagini di Daniel Mordzinski e testi suoi.&nbsp;Oltre al grande amore per la citt\u00e0, qui Izzo rivela la sua passione politica e il racconto non perde mai quel faro della cultura solidale, maturata negli anni dell\u2019infanzia; ma dobbiamo dire che \u00e8 stata la sua famiglia a educarlo a questa grande laica religiosit\u00e0 e al rispetto per tutte le anime, soprattutto per i sofferenti,&nbsp;<em>les d\u00e9sh\u00e9rit\u00e9<\/em>, avventurieri, puttane, marinai sfortunati e solitari; tutti quelli che non hanno niente se non un barlume di speranza e a volte neanche pi\u00f9 quello. Izzo, da ateo qual\u2019era, a mio avviso porta il concetto di abbraccio universale&nbsp; ai livelli del cristianesimo delle origini; lui, da ateo, alla pi\u00f9 alta vetta che la mente possa concepire.<\/p>\n<p>A nord del&nbsp;<em>Vieux Port<\/em>&nbsp;si trova il&nbsp;<strong><em>Panier<\/em><\/strong>, quartiere popolare caratterizzato da strade strette, vicoli, scale, piazze contornate da chiese barocche e facciate colorate. \u00c8 quello che resta dei quartieri antichi di Marsiglia, dopo la grande evacuazione e la distruzione attuata dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Appollaiato su&nbsp;<em>butte des Moulins<\/em>, il&nbsp;<em>Panier<\/em>&nbsp;\u00e8 la sola zona di Marsiglia ad avere conservato un&nbsp;tessuto medievale&nbsp;con strade strette e sinuose e case arroccate su diversi livelli.<br \/>\nPer secoli il&nbsp;<em>Panier<\/em>&nbsp;\u00e8 stato rifugio di marinai e immigrati, e ancora oggi si presenta come un affascinante mosaico culturale. Calabresi, corsi e napoletani (tra cui i ponzesi), vi si installano a partire dal 19\u00b0secolo. Pi\u00f9 recentemente la zona attira migranti dal Nord Africa, dal Vietnam, dalle Comore.<\/p>\n<p>A Marsiglia venivano nel dopoguerra i miei nonni, entrambi (ciascuno per proprio conto) proprietari di bastimenti \u2013&nbsp;<em>i\u2019 \u2018mbrucchielle<\/em>&nbsp;\u2013 adattate per il trasporto delle aragoste vive tra&nbsp;<em>La Galite<\/em>, dove i marinai ponzesi avevano una base e le pescavano, e il grande mercato ittico della citt\u00e0 francese, che era il luogo di smercio.<\/p>\n<p>Nelle due foto qui sopra sono riportati il fronte e il retro di una cartolina che il mio nonno materno Cristoforo Mazzella&nbsp;<em>\u2018Kais\u00e8r\u2019<\/em>&nbsp;(per i baffoni che portava) invi\u00f2 da Marsiglia alla famiglia a Ponza (c\u2019erano dei fotografi, sul porto, che scattavano le foto alle navi che entravano in rada e poi le vendevano ai marinai, sicuri che le avrebbero comprate). Il bastimento era la Ss. Maria&nbsp;<em>(Maria G.<\/em>, per distinguerla dalle altre \u2018Marie\u2019, che era un nome molto diffuso per le barche, all\u2019epoca).<\/p>\n<p>L\u2019altro mio nonno, Antonio De Luca&nbsp;<em>senior<\/em>, aveva anche lui un bastimento \u2013&nbsp;<em>la Ss. Maria della Salvazione<\/em>&nbsp;\u2013 che faceva in un primo tempo lo stesso trasporto delle aragoste (poi fu riadattata a nave da carico). Il glorioso bastimento trov\u00f2 la sua fine nel 1956, nei cantieri Parisi di Santamaria, demolita con le sue proprie mani da uno dei figli di Antonio (e mio zio) Aniello.<\/p>\n<p>Era la fine di un\u2019epoca eroica per la navigazione dei ponzesi.<\/p>\n<p>Di Marsiglia mi parlava anche mia madre&nbsp;<em>Arg\u00eca<\/em>, cui insieme a Dialma&nbsp;<em>(Dialmina)<\/em>&nbsp;e a&nbsp;Luigi&nbsp;<em>(Ninotto)<\/em>, gli altri figli, \u00e8 indirizzata la cartolina). Ho chiesto qualche volta il perch\u00e9 di questi strani nomi. Spesso i naviganti ponzesi tornavano dai loro viaggi con dei nome esotici che erano rimasti loro in testa da paesi visitati, da personaggi incontrati.<em>Arg\u00eca<\/em>&nbsp;\u00e8 di derivazione greca, appunto, ma a Ponza non si era mai sentito. Quando mia madre dovette fare la Cresima, c\u2019erano Don Gennaro e il Vescovo venuto per l\u2019occasione a Ponza. Il Vescovo, che non conosceva quel nome la chiam\u00f2&nbsp;<em>\u2018\u00c0rgia\u2019\u2026&nbsp;<\/em>al che don Gennaro timidamente prov\u00f2 a suggerire:&nbsp;<em>Arg\u00eca, reverendo\u2026 Arg\u00eca.<\/em>&nbsp;Ma il Vescovo lo guard\u00f2 severamente e lui non insistette. Come risultatato, mia madre fu cresimata con nome di&nbsp;<em>Maria&nbsp;\u00c0rgia!<\/em><\/p>\n<p>Da ragazzina mia madre era stata mandata a Marsiglia da certi parenti. All\u2019inizio non sapeva la lingua e le davano un biglietto per fare la spesa. Doveva comprare del pane e il negozio era facile da identificare, dalla vetrina con le&nbsp;<em>baguettes<\/em>&nbsp;in mostra: ma una volta entrata, cercava di leggere dal suo biglietto, e non era facile. Il proprietario se ne accorse e le chiese: \u2013&nbsp;<em>Signuri\u2019 \u2018i ddo site?<\/em>&nbsp;&nbsp;&#8211; E alla risposta di mia madre le disse: \u2026<em>E datemill\u2019 a mme\u2019 stu\u2019 bigliette\u2026 Ie song\u2019 \u2018i Napule!<\/em><\/p>\n<p>Nel libro di cui stiamo parlando \u2013 che tutti questi ricordi ha fatto riaffiorare \u2013 Izzo parla anche dei suoi viaggi attraverso il Mediterraneo, citt\u00e0 e isole; ne fa un unico linguaggio, un unico atto d\u2019amore; una fonte di possibile felicit\u00e0 e un piacere da vivere. Egli da Marsiglia guarda il mondo come Pessoa lo guardava&nbsp;da Lisbona&nbsp;Anche noi dal nostro piccolo guardiamo il mondo, ma loro, i grandi, al loro mondo non mettono confini perch\u00e9 danno al mondo un\u2019anima e un pensiero. Al di l\u00e0 dell\u2019orizzonte, Izzo ha il piacere di assaporare il mondo intero. Nel libro si trovano interessanti rimandi ad Albert Camus e alla tragedia greca con approfondite argomentazioni attuali sulle attuali tragedie mediterranee. Ma Marsiglia \u00e8 al centro del suo cuore, la porta dell\u2019esilio mediterraneo, dove il pane, un pezzo di pane \u2013 e qui il grande Matvejevic\u2019 fa scuola \u2013 \u00e8 da dividere con tutti. Dice&nbsp;Izzo: &#8211;&nbsp;<strong><em>\u201c\u2026<\/em><em>se Parigi \u00e8 un attrazione, Marsiglia \u00e8 un passaporto<\/em><\/strong>&nbsp;&#8211; \u2026e non ha bisogno l\u2019anima anch\u2019essa di un passaporto per guardare altrove? Egli fa della citt\u00e0 la sua morale, la porta aperta sul mondo sugli altri, una porta che deve rimanere sempre aperta.<\/p>\n<p>Il libro poi \u00e8 anche un luogo di sapori e ricordi. Chi di noi non ha nel suo immaginario i profumi e gli odori di viaggi nella propria esistenza? Torniamo agli odori di cucinato che sentivamo nei ritorni da scuola tra i vicoli e le case; intorno a quelle tavole nascevano sentimenti e amicizie, dignit\u00e0 e amore. I profumi danno personalit\u00e0 alle case, alle famiglie e ne fanno storia e letteratura.<\/p>\n<p>Izzo dice che quando viaggia, la prima cosa che fa va nei mercati per sentire il luogo la citt\u00e0, e questi mercati hanno il sapore di tutto il mondo. Quando stavo a Buenos Aires la domenica la nonna di Jael mi faceva il rag\u00f9 con le braciole e la parmigiana, mi sedevo a tavola come se stessi a Napoli in una famiglia allargata. Jael sapeva come farsi amare e conosceva il magico filtro dell\u2019amore.<\/p>\n<p>Louis Brauquier nei&nbsp;<em>Cahiers du Sud<\/em>, che Izzo cita, dice: &nbsp;&#8211;&nbsp;<em>\u201cSi rimescolino le nostre rive ancora e sempre e non abbiano frontiere\u201d&nbsp;<\/em>&#8211; \u2026e questo \u00e8 uno dei tanti messaggi della letteratura di&nbsp; Jean-Claude Izzo.<\/p>\n<p>Marsiglia si sa dare a chi sa amarla; Marsiglia \u00e8 un mito e solo questo c\u2019\u00e8 da sposare. L\u2019autore va nel vecchio quartiere del&nbsp;<em>Panier<\/em>, sente palpitare il cuore della citt\u00e0, della sua citt\u00e0, come davanti ad una donna di cui si \u00e8 innamorati per sempre. Il&nbsp;<em>Panier&nbsp;<\/em>che parla le lingue del mondo, le lingue degli esili, qui Izzo ci lascia la sua universale testimonianza, ancora una volta citando Camus esule ad Algeri: \u2013 \u201c<em>Sono spesso amori segreti quelli che dividiamo con una citt\u00e0\u201d.<\/em><\/p>\n<p>E ancora, lo stesso Izzo ci dice che pi\u00f9 si va in fondo alle cose e pi\u00f9 la differenza tra felicit\u00e0 e infelicit\u00e0 si attenua. Per lui questo accade quando beve il suo bicchiere di vino e si perde nella sua Marsiglia tra osterie, musica&nbsp;<em>Jazz<\/em>, odori e immancabili, gli occhi delle sue donne; che poi sono tutte le donne di questo Mediterraneo.<\/p>\n<p>E non sono gli occhi e le bocche dell\u2019amore le porte del mondo?<\/p>\n<p>Grazie Jean-Claude.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un altro libro di Izzo \u00e8&nbsp;\u2018Aglio, Menta e Basilico\u2019&nbsp;con una intensa presentazione di Massimo Carlotto. Questo libro lo porto spesso nei miei viaggi, insieme a quello di Jos\u00e8 Saramago&nbsp;L\u2019anno della morte di Ricardo Reis&nbsp;e&nbsp;Breviario Mediterraneo&nbsp;di Matvejevic. L\u2019Estaque&nbsp;(nella foto) \u00e8 un &hellip; <a href=\"https:\/\/www.nemesimediterranea.it\/wordpress\/scritti\/jean-claude-izzo\/mediterraneo-grande-madre\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":119,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"class_list":["post-227","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.nemesimediterranea.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/227","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.nemesimediterranea.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.nemesimediterranea.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nemesimediterranea.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nemesimediterranea.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=227"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.nemesimediterranea.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/227\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3054,"href":"https:\/\/www.nemesimediterranea.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/227\/revisions\/3054"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nemesimediterranea.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/119"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.nemesimediterranea.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=227"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}