Bisogna partire

Sal, dobbiamo andare e non fermarci mai finché non arriviamo.
– Per andare dove, amico?
– Non lo so, ma dobbiamo andare.

Jack Kerouac

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Una tartaruga marina a Palmarola, da H24

Nuotata insieme a una tartaruga marina. Un’esperienza singolare quella vissuta da diversi bagnanti a Palmarola.

Mentre i turisti stavano facendo il bagno a riva, nei pressi della spiaggetta, tra loro ha iniziato a nuotare una ‘Caretta caretta’, che ha poi ripreso subito il largo.

Resta ora da capire la ragione che ha portato l’animale ad avvicinarsi così alla spiaggia.

Le acque delle isole pontine sono ricche di tartarughe e cetacei, a favore dei quali da anni si sta battendo, insieme alle associazioni ambientaliste, il poeta e ambientalista ponzese Antonio De Luca.

Un mese fa una caretta caretta ha nidificato sulla spiaggia di Ventotene e non si esclude che le tartarughe marine possano ora aver scelto le Ponziane anche come area dove deporre le loro uova.

Clemente Pistilli, Giornalista Gruppo Espresso-Repubblica

E non escludo che nelle spiagge di Palmarola o in alcune spiagge della costa a ponente di Ponza, la tartaruga da alcuni anni venga a deporre le uova, personalmente ne ho avvistate sia intorno agli scogli delle Formiche che alla Punta del Faro della Guardia. Questo mia convinzione è dovuta, sia alla ormai sua costante presenza, ma soprattutto a racconti e avvistamenti certi di alcune persone amiche del luogo, che preferiscono rimanere anonime per ovvi motivi. Ponza , la sua cultura ambientalista è ancora medioevale, e non si esprime come dovrebbe per la salvaguardia della sua immensa bellezza. Ma come ogni bellezza se non si cura muore.

Antonio De Luca

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da ERRI DE LUCA da La parola contraria

L’Utopia non è il traguardo ma il punto di partenza. Si immagina e si vuole realizzare un luogo che non c’è ancora.
Il nostro paese ha bisogno di rinnovarsi scrollandosi di dosso i parassiti delle corruzioni, degli interessi privati a danno delle pubbliche spese, dei privilegi.

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Imbarco immediato

https://www.raiplayradio.it/audio/2018/08/IMBARCO-IMMEDIATO-b8fec46c-b677-4c29-ae2d-2174c720e11e.html

 

LE MULTINAZIONALI DEL PENSIERO di Antonio De Luca

 

Torna ospite Simone Perotti, marinaio e scrittore, autore di un “Atlante delle isole del mediterraneo”.  Con Enrico Mereu, lo scultore dell’Asinara, il poeta Antonio De Luca, il medico di Lampedusa Pietro Bartolo e Massimiliano “Ufo” Schiavelli, musicista degli Zen Circus

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Raccolta di pomodori alla Jangada de pedra a Punta Fieno

Da una tradizione di cultura contadina risalente al 1800, i pomodori crescono in assenza di acqua, tranne il giorno della messa in posto della piantina. Il terreno è vulcanico, un suolo misto a riolite e trachite, con la presenza di abbondante pietrame. Il suolo viene concimato solo con letame di asini. I pomodori hanno la grandezza di un oliva. 

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Da Panorama di Luglio 2018

Incontro al Fieno sulla poesia con Gianluigi Nuzzi Paolo Mieli e Antonio De Luca

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Ponza d’Autore 2018

 

Il mio monologo di apertura

“Sogno di luglio di un’isola che non c’è”

Isola, bellezza e follia, dolore e passione. Vulcano dalle viscere della terra, dagli abissi del mare alla luce del sole a creare
la tua immortale bellezza. Quanto di te mi appartiene, quanto di te
ho dovuto amare e soffrire nel viaggio della vita.. Ti ho sognata nel mio peregrinare lungo le sponde del mediterraneo. Ti amo isola, prendi questa mia dichiarazione d’amore e fai la tua legge. Amare è non pensare, io non ho filosofie, ma sensi, se parlo della natura e della sua bellezza, non è perché io sappia cosa essa è, ma perché la amo. Perché chi ama non sa mai quello che ama, né sa perché ama, né cosa si ama, perché amare è l’eterna innocenza. Allora Isola eccoci l’uno di fronte all’altro in questo sogno di bambino, perché nessuno sa sognare meglio di un bambino. Solo i poeti e gli artisti sognano perché continuano a rimanere bambini. Isola con la tua immortale Bellezza, che acceca, ma può anche distruggere o annegare, cosa farai di me e di noi uomini che adesso ti abitiamo, che ti amiamo, o ci illudiamo di amarti. Cosa desideri da noi, dal nostro comportamento, dal nostro vivere quotidiano, lungo i tuoi lidi, sulle tue spiagge, tra le piazze e le logge. Rendici i tuoi desideri, le tue ansie il tuo respiro, Isola. Non sono forse nati gli Dei dalle isole. Essi ci guardano, spiano i nostri atti, il nostro dire, l’etica e la morale, le nostre emozioni, affinché noi e l’isola possiamo vivere in armonia. La bellezza pretende l’essere buoni. Kalos kai agatos, il bello e il buono, gli antichi greci ci hanno dato gli strumenti affinché la vita possiamo viverla nell’armonia, nella serena convivialità. L’amore protegge la bellezza. Isola bellissima, ti sogno galleggiare sul mare alla deriva in questo mediterraneo dalle acque ancestrali. Ti vedo con i tuoi bambini che giocano sulle spiagge e si rincorrono nella bassa marea a raccogliere conchiglie. I bambini che suonano il pianoforte ad osannare la tua bellezza di ninfa. Che alzano le vele lungo le tue coste e guardano ammaliati i tuoi colori, i tuoi silenzi. I bambini sanno parlare col silenzio. I bambini che sanno remare, che sanno parlare ai delfini e alle balene, che pitturano la loro anima con le onde del mare e gli uccelli. I bambini che scrivono poesie. I bambini che vivono lungo i tuoi lidi, tra le rocce, sugli scogli, che gridano alle onde la loro gioia. Ogni luogo di te Isola deve essere per i bambini. Sono loro i tuoi futuri guardiani, quelli che ti dovranno proteggere. Ma per proteggerti ti dovranno amare. E tu insegna le loro fragili menti, i loro cuori, le loro coscienze ad amarti.
Vedo i vecchi seduti su tante panchine, lungo le banchine, sui marciapiedi, nella maestosa tua piazza. Sento i vecchi a parlare tra di loro, sotto gli alberi. A raccontarsi la vita, a scrivere le loro storie di uomini di mare, di naufraghi della vita. I vecchi a guardare il mare, i vecchi con i bambini per mano, sulle spiagge a raccontare le favole della bellezza e dell’armonia, a insegnare ai bimbi le rotte della vita. Vedo i vecchi sorridenti, tranquilli, invecchiare sereni, perché hanno una casa, hanno
un dottore, hanno di che sfamarsi, hanno dove sedersi, dove passeggiare. I vecchi che ancora si emozionano davanti alla tua intatta bellezza Isola. I vecchi che prendono ancora una volta una barca per i loro orizzonti inesplorati. I vecchi che ancora pregano in silenzio il loro dio. I vecchi che possono invecchiare sereni nella terra che li ha visti crescere, lavorare, amare, soffrire. I vecchi, figli di quel padre di Ulisse, che attese il figlio dopo i lunghi viaggi che la vita pretendeva. I vecchi sono la tua grande ricchezza Isola, perché i vecchi sono i nostri maestri che ci insegnano ad amare e proteggere la tua sconquassante Bellezza.
Quella che rende la forza della vita.
Isola divina di una maga, la tua eleganza sul mare come una ninfa in attesa, è di quel Dio che si chiama Amore e fa innamorare gli uomini. Tra i tuoi lidi gli Dei ci fanno innamorare, come Ulisse che incontra Circe, che ancora oggi sentiamo la sua forza per queste sponde, a proteggere gli innamorati. E’ questa tua bellezza di Dea, Isola che apre i cuori e porta l’amore che rende felice gli uomini. E noi nuotano come bambini per i tuoi lidi, i tuoi fondali dai mille colori. I paesaggi sono dentro di noi, è lì che diventano paesaggi interiori, i nostri paesaggi dell’anima. La bellezza del paesaggio sta nel nostro essere, nel nostro divenire, nella nostra identità, nella cultura che dobbiamo difendere. Se la nostra anima è bella e buona, allora il paesaggio continua a vivere nella sua Bellezza e tutto ci magnifica la vita. Anche la Bellezza pretende un’anima bella e buona, per essere guardata e amata.
Isola vedo tanti giovani che lavorano, e in armonia vivono sereni, hanno famiglia e una casa. Hanno i figli che vanno a scuola e crescono gioiosi e sani, nella mente e nel corpo. Vedo genitori che insegnano al comportamento corretto i propri figli, vedo genitori che insegnano la morale e il rispetto per tutto ciò che è la vita. Vedo tutti gli uomini che insegnano i figli ad amare e rispettare la tua bellezza Isola, affinché tu rimanga e ti conservi come quella Dea che venne dal mare, dalle viscere della terra. Isola, la tua bellezza è la nostra bellezza, e amare la bellezza, è delle virtù la più nobile. Quella che ci avvicina agli Dei e ci fa essere più felici. Isola, fa della nostra appartenenza i guardiani della tua immortale bellezza, e noi di te la casa dell’armonia, un giardino di epicurea memoria, dove tutti amano vivere.

La culla della bellezza, la cultura che anima il turismo

#PonzaDAutore Prima serata della decima edizione della rassegna.

Pubblicato da D'Autore su Mercoledì 25 luglio 2018

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“Chi ha ucciso San Silverio a Ponza?”

“Chi ha ucciso San Silverio a Ponza?”

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Salone Internazionale del Libro di Torino 2018

Navigare la rotta al Salone Internazionale del Libro di Torino 2018

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Analisi su Navigare la Rotta

La poesia è distacco, lontananza, assenza, delirio, suono e soprattutto urgenza, vita, insofferenza d’esserci, mutevolezza.
Da un punto solo, troppo lontano per noi non poeti, Antonio abita e orchestra le luci e le ombre delle sue poesie, sempre nuove e rinnovate ad ogni lettura.
Scrivo affinché questa pagina torni bianca, sembra dirci l’autore e, ad ogni lettura, accade esattamente questo ai suoi mari ed ai suoi luoghi.
Nuovi, bianchi, spumosi, agitati e pronti a tutto.

Chiara Costantino

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