Gianni Silvestri Scenografo e premio Oscar

Gianni Silvestri in basso a sinistra con Bernardo Bertolucci, Debra Winger e Vittorio Storaro

Gianni Silvestri, mio amico e mentore. Anche lui fu uno dei protagonisti della nascita dell’WinspeareClub negli anni 70. Mi riteneva un esteta bohémien, in poesia un surrealista mediterraneo. Gianni fu un grande artista, persona elegante in ogni aspetto della sua vita dall’animo aperto e buono, un uomo di qualità superiore, forse l’uomo di Ponza più illustre, stimatissimo e amato nel suo mondo. Per me Gianni è stato e rimane punto di riferimento nel mondo di un arte, nutrimento della mia esistenza. Gianni Silvestri inizia a lavorare nel cinema con Giuseppe Patroni Griffi nel film Metti una sera a cena, come costumista. Nel teatro ha realizzato bozzetti e disegni anche per Luchino Visconti. Ma è con Bernardo Bertolucci che ha una lunga collaborazione, Novecento, La luna, La tragedia di un uomo ridicolo, e nell’L’ultimo imperatore fu scenografo con Oscar e ultimo lavoro Il the nel deserto, dal libro di Paul Bowles. Anche con il grande Costantin Costa Gravas collaborò nei film, Un cuore semplice,, Luna di miele in tre, e Anna K.
Nell’anno della morte, al Festival di Spoleto, Bernardo Bertolucci gli dedicò una retrospettiva dei suoi lavori e della sua arte.
Grazie Gianni per sempre.

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Ursula Querner

Ursula Querner, di cui ho sempre apprezzato con fervore ed entusiasmo la sua vita e la sua opera, nasce a Dresda nel 1921. Non ho conosciuto personalmente la signora Querner, ma la ricordo nel suo aspetto, morì nel 1969, allora io avevo solo 13 anni. Mi affascinava il fatto che lei vivesse, con la famiglia sopra uno scoglio. Infatti nel 1961, dopo alcuni anni trascorsi tra Amburgo e l’Italia, per motivi di studio, sbarca con la famiglia nell’isola di Ponza, e rimane folgorata e incantata, e col marito decidono di comprare uno scoglio dove esiste una piccola casa abbandonata ed un faro all’entrata del porto di Ponza. Qui nasce una casa-atelier che per il resto della vita della Querner diventa il suo quartiere, e dove ospita artisti. Ponza con le sue leggende, il mito di Circe, l’architettura mediterranea, i profumi , le rocce, ma soprattutto con il suo mondo subaqueo diventa una tappa importantissima per l’evoluzione artistica della Querner. In una intervista alla televisione tedesca dice: “qui a Ponza, se vedo una grotta, una roccia o una collina tutto è scultura. Anche l’uomo qui è più scultura. Ho visto che l’uomo quando mette la maschera da sub, si trasforma, diventa anonimo, va nell’acqua e diventa un essere completamente diverso….in fondo è l’antico simbolo della maschera….qui si chiude il cerchio, il mondo antico qui è attuale come quello moderno” E’ nell’assenza di gravità e nelle sensazioni che da essa derivano che la Querner in un uomo sott’acqua ne fa un uomo astratto, e questo che mi affascinò immediatamente quando iniziai a conoscere la sua opera. Erano gli anni che intorno ai tavoli dell’Wuinspeare Club, da me fondato sulla banchina di Ponza, si sedevano artisti e viaggiatori da tutto il mondo. Era il 1987 e conobbi le sue figlia Silveria e Florentin che mi fecero conoscere in maniera approfondita l’opera della madre. Nella casa-atelier sullo scoglio della Ravia, nacquero opere riguardante il mito omerico e non solo, opere esposte nei musei, nelle chiese e negli spazi pubblici di Amburgo e della Germania. Queste opere sono passate tra l’altro per mostre a Parigi. Anversa, Roma, New York, ecc. Nel 1962 vede la luce La Ponzese, un busto in bronzo cm 50×60.
La vita e l’opera dell’artista Ursula Querner è molto presente nella mia vita di fotografo e poeta e viaggiatore, grazie soprattutto alle figlie Silveria e Florentin e al bellissimo libro che mi regalarono.
La sua opera mi lega a quel processo culturale che mi porta a navigare rotte inesplorate dell’inconscio mediterraneo. La scultura di Ursula Querner la trovo oggi sui porti del bacino mediterraneo nei visi dei suoi abitanti, nella vita che portano addosso, dove il mito offre quello schema di comportamento che abbiamo vissuto che viviamo che potremmo vivere. A Ponza la Querner partorisce i motivi mediterranei come la storia di Circe e Ulisse, un opera in bassorilievo, che guarda al suo contenuto, al significato mitico dell’avvenimento. L’opera assume la forma di due corpi che ruotano sulla spiaggia come onde, come massi concavi che si avvicinano e si allontanano, confluiscono e si toccano. Anche opere come gli Ocenauti vengono pensati a Ponza, statue e bassorilievi in cui l’uomo sott’acqua diventa protagonista del suo essere.
Oggi Ursula Querner, come scrive la critica e storica Gottfred Sello nella sua biografia, è in buona compagnia, dovremmo citare Manzù, Giacometti, Marini. Quanto basta a fare di quello scoglio della Ravia, all’entrata del porto di Ponza, anch’esso un mito con cui poter vivere felicemente.

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Sandro Pertini

Il prof.Enrico Cuccodoro scopri il mio libro Il falegname e il partigiano a Stella durante le celebrazione della nascita di Sandro Pertini alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Lo lesse e mi contatto’ tramite l’ufficio dell’allora sindaco di Ponza Pierlombardo Vigorelli. Si disse entusiasta del racconto e mi chiese di scrivere qualcosa per la sua nuova biografia del Presidente. Ed eccoci qui, il libro è pronto ed è per me un grande onore aver collaborato con entusiasmo a questa opera. Enrico Cuccodoro è stato amico di Sandro Pertini con cui ha condiviso pensiero morale e saggezza. Questa nuova esperienza mi mette ancora piu’ entusiasmo nel collaborare alla memoria di Sandro Pertini. E sicuramente nella stesura del mio nuovo libro. Una inedita raccolta di lettere e documenti scritti per l’amico ponzese l’avvocato Luigi Sandolo, che lo difese durante i processi a Napoli. 

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Incontro con Massimo Leardini fotografo in Oslo

 

Massimo Leardini di origine italiana vive ad Oslo da molti anni, è uno dei più apprezzati fotografi scandinavi. Ha viaggiato e pubblicato libri, a Oslo ha curato molte mostre tra cui una dedicata a Knut Bry il grande fotografo norvegese e regista. Ho conosciuto Massimo tramite un amico e l’ho invitato a Ponza per un servizio di moda su ELLE, a Oslo ho frequentato il suo studio e il suo mondo. Tra i suoi libri, quello sul Tango a Buenos Aires, Neg, Scandinavian, un altro ancora, bellissimo, quello dedicato a Victoria la sua modella e musa. In Oslo ha esposto, in varie mostre, alcune foto del mio mondo mediterraneo e della mia poesia.

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Adriano Bacchella ancora in mostra a Torino

La Jangada fotografata da Adriano Bacchella

Sabato 30 settembre e domenica 1° ottobre, presso la nuova sede di CHIUSANO&C IMMOBILIARE in via Pastrengo, 29 a Torino, avrà luogo “ARS VIVENDI”, una mostra innovativa – curata da REBECCA RUSSO – con trenta opere di video arte contemporanea realizzate da artisti di fama internazionale provenienti dalla collezione della FONDAZIONE VIDEOINSIGHT® (www.fasv.it), che raccoglie opere d’arte contemporanea con elevate potenzialità psicodiagnostiche e psicoterapeutiche.

Al piano superiore sarà anche possibile visitare una mostra di trenta fotografie – pubblicate nelle più importanti riviste di settore – che ritraggono alcune tra le più belle case del mondo, realizzata da ADRIANO BACCHELLA (www.adrianobacchella.com), fotografo torinese autore di svariati libri fotografici.

Adriano Bacchella, oltre ad essere un amico è un grande fotografo. Vive tra Torino e l’isola d’Elba. La sua fotografia è una ricerca continua sulle case mediterranee e chi le abita ma non disdegna il mondo della cucina e del buon cibo. Ha pubblicato moltissimi libri, e le sue foto stanno su tutti i magazine di design e architettura e di viaggi. Anche lui si è interessato al mondo della mia poesia e del mio modo di abitare, dedicandomi importanti articoli su IO DONNA del Corriere della sera, e uno specialmente bello su ELLE Italia ed ELLE Ungheria. La sua fotografia è estremamente elegante.

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Podcast su Radiolibri.it

LA PRIMA WEB RADIO DEDICATA AL MONDO DEI LIBRI
Liriche dolci e itineranti, da cui filtra il respiro del mare Mediterraneo, il mare d’Europa. Per lo Scaffale Poesia di Radiolibri, quest’oggi parliamo di un libro scritto da un autore davvero “sui generis”. Marinaresco sin dal titolo, “Navigare la rotta”, il libro che vi proponiamo oggi per lo Scaffale Poesia di Radiolibri, è l’ultima raccolta di Antonio De Luca, di origini napoletane ma residente da anni nell’isola di Ponza. Dal 2012 tiene un blog, “Nemesi mediterranea”, dove pubblica poesie ma anche note di viaggio dedicate a navigazione e cibo…

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Vendemmia 2017

I vini sono come le persone. Ci sono quelli puntuali e quelli perennemente in ritardo. Ci sono quelli timidi e introversi e quelli solari e simpaticoni. Vini permalosi, orgogliosi, superbi, modesti, eleganti, raffinati, ieratici, spirituali. Vini tragici e vini comici. Alcuni hanno dei difetti, come quei difetti che ci fanno innamorare delle persone, piccole imperfezioni di un viso o un corpo o di una voce o di un carattere.
Corrado Dottori

UTOPIA

Utopia, il suo nome nasce nel 2010. Ma già prima, agli inizi del secolo si produceva un vino con i vitigni Biancolella, Per’ e palummo ed altri ancora a bacca rossa non ben definiti. Tutti importate da Ischia dai primi coloni nel finire del 1700. . Questi vitigni col trascorrere degli anni e dei secoli si sono caratterizzati fino a diventare piante endemiche dell’isola. Lucia Coppa mia nonna, era l’artefice fino agli anni 40 di fare un vino cerasuolo dai profumi del salmastro. Poi alla morte di lei il vigneto fu dato in gestione e mantenne quasi intatto ogni aspetto. Dal 1980 ho ripreso questa vigna apportando e incrementando e rinnovando dove ritenevo che era giusto. A questi vitigni ho aggiunto Sangiovese, Montepulciano e Falanghina.
Utopia è costituito da uve Sangiovese, Montepulciano e appunto vecchi vitigni in una proporzione che rimane segreta. Questi vitigni terrazzati, crescono a pochi metri dal mare, in mezzo ad una macchia mediterranea. Sono esposti tutto il giorno al sole del sud, e quindi anche soggetti ad ogni vento e tempeste da questo quadrante nelle stagioni dell’autunno e dell’inverno.
Se si naviga nel Mediterraneo e si arriva dall’Africa, a sud dell’isola di Ponza, di fianco al Faro della Guardia, appare al navigatore un territorio fatto da soli vigneti, che come un anfiteatro a balze arriva sopra una scogliera. Qui è Punta Fieno e la scritta Utopia in grande la si vede già da lontano, come a ricordare a chi arriva dal mare che ogni sogno è ancora possibile.
Utopia è un vino anarchico, una boheme. Lo immagino come una donna bella e affascinante, che cammina con le calze rotte e le scarpe consunte, ma ha un vestito di haute Couture. Sono delle imperfezioni che mi innamoro e per cui scrivo versi e faccio vino.

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Paolo Mieli a Ponza d’autore

Paolo Mieli a Ponza d’autore. Luglio 2017

NAVIGARE LA ROTTA di Antonio De Luca, un grande poeta del Mediterraneo.
Il mare ci torna ogni mattina, ogni sera nelle immagini come Mediterraneo, un lago di morte, vediamo galleggiare dei cadaveri. Oggi ci restituisce un’impressione di violenza, ma noi lo sappiamo in fondo al cuore che il mare è quello di Antonio de Luca, è quello di questi versi, è quello di questa serata, questa è una serata dedicata a Ponza, a un’isola e a un grande poeta ma è una serata dedicata anche al mare. È cominciata con delle onde, le abbiamo sentite nei loro ritmi, ed è una serata molto particolare. Io credo che voi siate venuti così numerosi qui stasera per tanti motivi, uno per affetto al poeta che qui celebriamo, ma anche perché noi tutti in fondo al cuore lo sappiamo che quel mare non è quello che noi vediamo ogni giorno, con i cadaveri di cui parliamo, delle armi, che questa è un’immagine per fortuna fittizia, momentanea di quelle onde. Ma il mare vero è un altro, il mare è quello da cui viene tutta la nostra civiltà, il mare in cui si incrociano queste lingue, queste culture, queste religioni.
Tutta la storia della civiltà mondiale, non solo la storia della civiltà dei paesi che circondano questo mare, è una storia che viene da questo mare. Ed è il mare che si vede, alcuni di voi pochi fortunati lo conoscono, dal rifugio che Antonio che si è costruito pezzo per pezzo in modo frugale, con pezzi del suo passato, una casa veramente molto suggestiva, in un posto deserto che si raggiunge molto faticosamente e da cui ha tratto la linfa per questo magnifico libro.
Questo testo, queste poesie in tutte le lingue con reminiscenze fortissime di tutti i posti del mediterraneo è un invito, un’esortazione a guardarlo da soli questo mare.
Io penso che questa serata avrà successo se ognuna delle persone che hanno la fortuna di essere qui stasera, domani all’ora che preferisce si metterà in un punto deserto di questa isola senza gente intorno. E come Antonio, guardando il mare, ricordandosi i versi recitati questa sera in modo così fuso, così integrato, con un’unica voce, dedicherà cinque minuti alle onde del mare, vuol dire che questo libro vi sarà entrato dentro, ed è vi assicuro un balsamo una cosa di ricchezza unica.

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Lusitana … ancora

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Naviganti sulla rotta

L’amico Giovanni Soldini di passaggio dalle isole greche

Marc Innaro

Gregorio Botta Artista e Vicedirettore La Repubblica
Davide De Luca Chef e Artista della cucina mediterranea

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